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A difesa delle Trombe d'Eustachio

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Il fallimento di Jamendo?

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Non so quale debba essere la mia reazione alla notizia che jamendo si trovi in brutte acque. Il mio pensiero su jamendo l’ho già espresso in questo post e in quest’altro, ergo mi astengo.

Written by Franco Bollo

January 15th, 2010 at 2:23 pm

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Il Pro che spaventa

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logo-itAnche Jamendo, uno dei più grandi calderoni di musica licenziata con Creative Commons, ha il suo store musicale: è jamendo pro, che si affianca al progetto classico di ascolto e download gratuito di musica.

Jamendo pro raccoglie – come recita il payoff – musica di qualità per i tuoi progetti.

Al di là delle motivazioni economiche di questa operazione, è palese che Jamendo pro ospiterà musica filtrata, la cui qualità sarà più elevata.

Mi sembra giusto: se pago, esigo buona musica. Il paradigma, anche per le licenze Creative Commons (CC), resta lo stesso: solo la musica che ha un valore economico è spesso privilegiata, o meglio, gode di canali privilegiati.

Le CC sono – non solo per Jamendo – specchietto per le allodole: la campagna anti – SIAE e consimili se da un lato appare come una romantica lotta contro i monopolismi, dall’altra è un lento e costante rosicchiare fette di “mercato musicale” a questi Leviatani preistorici.

Perchè il punto non è – a mio avviso – pagare/non pagare la musica, ma ascoltare/non ascoltare musica di qualità. Sì, perchè per gli ignari musicofili c’è Jamendo, il progetto classico, che ospita molta spazzatura uditiva e cercare buona musica è come cercare il celebre ago nel pagliaio; poi c’è Jamendo pro: più chic, più cool, più… a pagamento. Certo, in questo caso, lo staff seleziona, elimina, sfoltisce nel sano spirito imprenditoriale. Alla faccia delle romanticherie del CC.

La chiusura di molte netlabel e questo cambio di rotta ( o spin-off) di grandi portali verticali sulle licenze CC inducono a riflettere su quanto sia sempre più difficile emergere come autore musicale ed cercare buona musica come ascoltatore. Se non ci sono filtri a monte (ahimè, saranno pure anti-democratici, anti-internet…insomma, anti), a valle arriva una valanga “sonora” indistinta. E ad essere travolto è sempre il solito ascoltatore, che si svincola dalle logiche di mercato, che non segue le classifiche dei dischi più venduti e che crede nel valore delle tecnologie, ma si trova in mezzo ad una grande foresta musicale, senza bussola.

P.s. Mi accorgo che il tema è stato anche trattato su un altro blog che linko volentieri

Written by Franco Bollo

May 28th, 2009 at 2:51 pm