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A difesa delle Trombe d'Eustachio

Archive for the ‘pop’ Category

Gli artisti fanno ancora soldi in un mondo di file sharing?

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Sul blog del Times è comparso un articolo intitolato Do music artists fare better in a world with illegal fire sharing? Cioè, gli artisti fanno soldi in un mondo di file sharing illegale?
La risposta è un grafico che nessuna casa discografica farebbe vedere: si evince, infatti, che il maggior introito dei musicisti è il concerto live che supera i ricavi della vendita cd e delle royalties PRS (come la nostra SIAE).

Nonostante il Times presenti questo grafico come un “documento segreto”, devo ammettere che, bene o male, c’eravamo arrivati tutti a questa conclusione. Il concerto live è – oggi – l’unica esternazione artistica non ancora “downloadabile” e rappresenta quindi un momento artistico tutto umano e poco  duplicabile.

Written by Franco Bollo

December 1st, 2009 at 8:18 am

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Digressione agostana su Paul McCartney

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parte della copertina della rivista  Wired

parte della copertina della rivista Wired

Il magazine Wired ha pubblicato un lungo servizio sulla questione McCartney (qui un estratto, credo).
Cavolo, d’accordo un sosia che fisicamente assomigli, ma che sia un musicista, un compositore e – soprattutto – un bravo compositore! Tanto eccelso che non ci fa affatto rimpiangere il “vero” Paul: troppe qualità in un sosia, o no?

Written by Franco Bollo

July 31st, 2009 at 10:31 am

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La musica non si compra: contro chi scagliamo la pietra?

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La giornalista-presentatrice di Fendinebbia.eu

La giornalista-presentatrice di Fendinebbia.eu

Fendinebbia è una trasmissione  che ha realizzato una video inchiesta sulle ragioni della crisi del mercato discografico.

E’ suddivisa in tre parti: gli intervistati sono Ligabue, Gino Paoli, Max Gazzè, Tiromancino, Irene Grandi, Elio e Le Storie Tese, Gianni Togni, Avitabile ed esponenti delle case discografiche EMI e Sony Bmg.

Il dito è puntato su:

  1. Internet (manco a dirlo);
  2. Disattenzione delle case discografiche nei confronti degli artisti;
  3. Anacronismo delle case discografiche;
  4. Cultura dell’utente;
  5. Qualità della musica sempre più scadente che inibisce il desiderio d’acquisto di una opera d’arte.

Ho riassunto, ma consiglio di vedere questa videoinchiesta.
Se avessi la bacchetta magica, partirei da una riflessione del punto 5.

Written by Franco Bollo

June 11th, 2009 at 10:16 pm

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Marina Rei, sinceramente non capisco

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La bellissima cover di Musa di Marina Rei

La bellissima cover di Musa di Marina Rei

Ho ascoltato l’ultimo lavoro di Marina Rei, Musa e – in tutta franchezza – non comprendo perchè l’autrice abbia utilizzato il timbro, lo stile, la costruzione del brano (non di tutti, però) di Carmen Consoli.

Possibile che non ci sia stato nessuno, nell’ambiente di produzione,  che abbia sottolineato questo aspetto? Non so, un fonico, il produttore, i musicisti…

Chiudo i padiglioni auricolari.

Written by Franco Bollo

June 9th, 2009 at 11:45 am

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Renato Zero: commerciale o vena creativa esaurita?

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Renato Zero, ti rispetto, ma a mio parere cominci ad essere ridondante.

Renato Zero, ti rispetto, ma a mio parere cominci ad essere ridondante,

L’ultimo lavoro di Renato Zero,  Presente, è il solito Zero. Ottime melodie, esemplari arrangiamenti, ma tutti uguali. Uguali tra loro, uguali ai precedenti.

E per un artista che ha sfidato i luoghi comuni non è ammissibile. Mi tirerò addosso gli strali dei sorcini, ma la sensazione è di ascoltare un’unica lunghissima canzone intervallata da piccoli silenzi.

Ecc0 Presente, un grande lavoro uguale a se stesso.

Punto di domanda
Mi chiedo sempre se questi prodotti siano figli del mercato (come anche il caso di Daniele) o di una vena creativa ormai esaurita. A parte il sorcino di turno, perchè si dovrebbe comprare un disco di Zero che è una fotocopia del precedente?

I testi, si salvano. Sono sempre ben pensati, mai banali, ma ahimè non è un libro ma un disco e la musica va ad intrecciarsi con le parole: da sola non regge.

P.s.
Presente è in vetta alle classifiche.

Written by Franco Bollo

May 6th, 2009 at 12:05 pm

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Pino Daniele, dove sei? Mi manchi tanto.

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Che belle corna che facevi, caro Pino (mi manchi tanto).

Che belle corna che facevi, caro Pino (mi manchi tanto).

Sono un fan di Pino Daniele, fan a metà, parafrasando un suo glorioso album. Ascoltavo Pino Daniele in musicassetta. In macchina con gli amici. Quando Pino Daniele era capellone, e aveva le ascelle pelose.

Sul sito Ibs.it si legge una recensione dell’ultimo album di Daniele, Electric Jam:

Il sole dentro di me è un mare di velluto perfetto reso ancora più prezioso dal colpo di scena del duetto con J-Ax in rap: questo Napoli-chiama-Milano è una scommessa giocata e vinta alla grande perché a tavolino la fusione poteva risultare fredda e invece il tutto suona compiuto, perfettamente assemblato nei suoi contrasti calibrati.

Sono sconcertato più dalla recensione che dall’album in se:  siamo in molti ormai a rimembrare, come vecchi parrucconi, il Pino che canta napoletano, che non appiccica le parole.

Questo disco è assolutamente inascoltabile: dal punto di vista armonico e melodico.

Caro Pino, dove sei?

Written by Franco Bollo

April 22nd, 2009 at 8:21 pm

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Fitness Forever: sconosciuti in Italia, dunque godibili

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Adoro questa patina vintage

Adoro questa patina vintage

Sarà perchè sono ancora poco conosciuti nella nostra Italia, sarà perchè sono godibili ai timpani, sarà perchè zompettano…
I Fitness Forever sono un grande gruppo ironico.  L’ironia sarà forse l’arma per combattere le dissonanze non giustificate della nostra musica da tappeto e telefonino?

Non aggiungo altro. Post ridotto.
Godetevi questo video:

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=2786bVeFQdU]

Written by Franco Bollo

April 15th, 2009 at 8:50 pm

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U2 in tutte le salse: l'affanno musicale

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Un buon brindisi è quello che ci vuole, visti i tempi!

Un buon brindisi è quello che ci vuole, visti i tempi!

In un articolo di qualche giorno fa, Massimo Mantellini (che leggo con grande gusto) trae spunto dalla variegata offerta commerciale dell’ultimo disco degli U2 (cd, cd+ magazine, cd + film + magazine + poster, ecc.) per sollevare una serie di dubbi sulla utilità di questa operazione commerciale.

Il peso specifico di questa operazione commerciale è nel disperato (sic!) tentativo di valorizzare l’oggetto cd in un momento storico in cui ha quasi terminato il suo ciclo vitale. E’ nè più nè meno la medesima operazione-corollario dei quotidiani (gli allegati: libri, cd, dvd, enciclopedie).

L’informazione cartacea, soppiantata dal digitale, ha perso la sua freschezza.
La musica, soppiantata dal download, ha perso il suo charme: non c’è più quella attesa del nuovo disco, quella corsa ai negozi di musica per prenotare l’ultimo di…
Come combattere questa perdita di interesse? Con booklet corposi, quasi sempre inutili, ghost tracks, magliette, posterini? Solo ed esclusivamente per fan di vecchia data, no?

Cari vecchi fan dei fanclub, siete rimasti solo voi a sorreggere il classico mercato musicale. Cari vecchi fan!

Written by Franco Bollo

April 10th, 2009 at 12:30 pm

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