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	<title>AscoltoMusica &#187; libri</title>
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	<description>A difesa delle Trombe d&#039;Eustachio</description>
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		<title>La funzione della musica nella società tecnicamente progredita</title>
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		<pubDate>Tue, 11 May 2010 22:45:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Bollo</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[franco ferrarotti]]></category>
		<category><![CDATA[la funzione della musica]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;artista è anche un testimone, ma sarebbe troppo comodo se il suo ruolo si esaurisse in una sorta di funzione di trascrizione notarile. Egli non è il notaio dell&#8217;umanità, così come non ne è, né pretende di esserne, l&#8217;arconte. Egli è il rabdomante di una società. Dice esattamente dove scavare, spesso senza saperne il perché. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>L&#8217;artista è anche un testimone, ma sarebbe troppo comodo se il suo ruolo si esaurisse in una sorta di funzione di trascrizione notarile. Egli non è il notaio dell&#8217;umanità, così come non ne è, né pretende di esserne, l&#8217;arconte. Egli è il rabdomante di una società. Dice esattamente dove scavare, spesso senza saperne il perché. E&#8217; l&#8217;involontario custode del significato.</p></blockquote>
<div id="attachment_831" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><img class="size-thumbnail wp-image-831" title="FrancoFerrarottiPagina" src="http://www.ascoltomusica.it/wp-content/uploads/2010/05/FrancoFerrarottiPagina-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /><p class="wp-caption-text">Il professor Franco Ferrarotti</p></div>
<p>Trovo molto bella questa definizione dell&#8217;artista. Scritta dal sociologo<strong> Franco Ferrarotti</strong>, del quale ho appena terminato <strong>La funzione della musica nella società tecnicamente progredita.</strong></p>
<p>Il libro è un approfondimento della relazione tenuta dal sociologo al Festival Valentiniano di Orvieto, l&#8217;11 ottobre 2009. E&#8217; diviso in brevi capitoli, non sempre di facile lettura: ma il testo è davvero prezioso perché ben scritto e mai scontato. Il libro è impreziosito da due saggi di Sara Ferrandino.</p>
<p>Il sommario:</p>
<ol>
<li>La vocazione fondatrice della musica</li>
<li>La lingua nasce dall&#8217;esperienza quotidiana</li>
<li>Il progresso tecnico non garantisce il progresso morale</li>
<li>Il senso della musica: universale e indefinibile</li>
<li>Musica, società, storia</li>
<li>Musica e vitalismo: l&#8217;opera lirica come archetipo della cultura mediterranea</li>
<li>Il melodramma, strumento di partecipazione popolare</li>
<li>L&#8217;opera lirica: esperienza artistica globale</li>
<li>Giacomo Puccini e il contesto sociale</li>
<li>Una generazione orfana alla ricerca di nuovi dèi</li>
<li>Il concerto rock contro il controllo borghese</li>
<li>L&#8217;artista, involontario timoniere del sociale</li>
<li>La molteplicità misteriosa del suono</li>
<li>Esecuzione, interpretazione, resurrezione</li>
<li>La svolta di Nietzsche</li>
<li>La musica, metafora della vita</li>
</ol>
<p>Appendice di Sara Ferrandino</p>
<p>Schumann e il concerto per pianoforte e orchestra</p>
<p>Funérailles di Franz Liszt</p>
<p>Dove <a href="http://www.ibs.it/code/9788895894454/ferrarotti-franco-villata/funzione-della-musica-nella.html" target="_blank">acquistare il libro</a></p>
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		<title>Il libraio incazzato: lettura vietata ai deboli di click</title>
		<link>http://www.ascoltomusica.it/2010/04/30/il-libraio-incazzato-lettura-vietata-ai-deboli-di-click/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Apr 2010 12:21:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Bollo</dc:creator>
				<category><![CDATA[creative commons]]></category>
		<category><![CDATA[educazione musicale]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
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		<description><![CDATA[Salve, ho una libreria di musica a Torino quindi sono MOOOLTO contento che segnali siti dove si possono scaricare gli spartiti gratis. Contento come un commerciante di DVD che si vede pubblicizzati siti di film scaricabili gratuitamente o il negoziante di CD per la musica pirata. E poi c&#8217;è qualche ingenuotto che scrive che vorrebbe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em>Salve,</em></p>
<p><em> </em><em>ho una libreria di musica a Torino quindi sono MOOOLTO contento che segnali siti dove si possono scaricare gli spartiti gratis. Contento come un commerciante di DVD che si vede pubblicizzati siti di film scaricabili gratuitamente o il negoziante di CD per la musica pirata. E poi c&#8217;è qualche ingenuotto che scrive che vorrebbe Bobby McFerrin in classifica&#8230; Di questo passo la musica sparirà dalla faccia della terra altro che permeare la società! Spero che il Vostro metodo volume 2 venga copiosamente fotocopiato anche se sfogliandolo non ne vale decisamente la pena! In bocca al lupo. </em></p></blockquote>
<div id="attachment_812" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><img class="size-thumbnail wp-image-812" src="http://www.ascoltomusica.it/wp-content/uploads/2010/04/toro-150x150.jpg" alt="Un toro MOOOOLTO arrabbiato" width="150" height="150" /><p class="wp-caption-text">Un toro MOOOLTO arrabbiato</p></div>
<p>(il testo è firmato, ma ho preferito non pubblicare nome e cognome)</p>
<p>Il commento, che mi è giunto a piè del mio <a href="http://www.ascoltomusica.it/2010/04/06/spartiti-gratis-per-tutti-i-gusti/" target="_blank">post sugli spartiti gratis</a>, è emblematico di una categoria (i librai) che &#8211; oggi &#8211; assiste inerme all&#8217;erosione di un mercato che non è stato mai tanto florido. Trovo comprensibile lo sfogo; tuttavia l&#8217;argomentazione addotta, alle soglie dell&#8217;<strong>ipod</strong>, <strong>ipad </strong>e <strong>iphone</strong>, è piuttosto naïf e anacronistica.</p>
<p>La battaglia contro la tecnologia è persa in partenza. Internet vince sempre:  ha ridotto l&#8217;utilizzo della carta, ha destabilizzato le major discografiche, ecc.  Gli aspetti negativi, chi lo nega?,  sono innumerevoli.<br />
E quelli positivi? Altrettanto: sono grato a Internet, e alle tecnologie ad essa connesse: ho potenziato la mia preparazione musicale, mi si è aperto un mercato musicale (scrivo musica da 9 anni) che da perfetto anonimo, mi ha permesso di far conoscere la <strong>mia</strong> musica in tutto il mondo. Ho anche <strong>guadagnato</strong> con i miei brani, poco, ma ho guadagnato. Per fortuna ci sono alternative al Leviatano SIAE.</p>
<p>Di fondo il commento del signore è anche erroneo nei contenuti: perché  <strong>ho pubblicizzato siti web assolutamente legali</strong>, non download di partiture protette da copyright.  Se il signore non riesce più a  vendere una <em>partitura di Mozart</em> o <em>Alice nel Paese delle Meraviglie</em> perché liberamente (e legalmente) scaricabili  (vedi <a href="http://www.liberliber.it/home/index.php" target="_blank">LiberLiber.it</a>), dovrà fare i conti con Internet. Ma l&#8217;approccio è da cambiare: Internet non è un <strong>demolitore </strong>d&#8217;entusiasmo, ma <strong>stimolatore </strong>d&#8217;entusiasmo.</p>
<p>Prima che le risorse petrolifere finiscano, occorre investire in energie alternative. Se la vendita del cartaceo non rende più, si stimoli l&#8217;intelletto umano per trovare vie alternative. Il gruppo l&#8217;Espresso è a capo del sito <a href="http://www.ilmiolibro.it" target="_blank">ilmiolibro.it</a>, copia tutta italiana del sito internazionale <a href="http://www.lulu.com" target="_blank">Lulu.com</a>, leader del self-publishing: cioè non ha <em>inventato la ruota</em>, l&#8217;ha sfruttata.</p>
<p>Vorrei <a href="http://www.ascoltomusica.it/2010/04/15/in-autobus-ho-incontrato-bobby-mcferrin/" target="_blank">Bobby McFerrin in classifica</a>, non per fargli guadagnare soldi, ma per sanare le Trombe d&#8217;Eustachio cariche di giri armonici di Do maggiore, <em>di tutti i laghi, di tutti i luoghi </em>e di altre idiozie.  Immagino una classifica di ascolti, lontana dalle radio che fanno girare solo musica SIAE, lontana dalle vendite. Di ascolto, di crescita dello spirito. La mia è una idea utopistica, ma tiene fede alle mie inclinazioni musicali.</p>
<p>Quanto al <a href="http://www.ascoltomusica.it/metodo-per-pianoforte-secondo-livello/" target="_blank">metodo di pianoforte volume 2</a> , il costo vivo è di 8,42 euro (su Ilmiolibro.it): lo vendiamo a 10. Il guadagno (?) di 2 euro lo dividiamo per tre (siamo tre pianisti). Wow! Le dirò di più, caro libraio: stiamo pensando di farlo scaricare gratuitamente, come il primo. O forse andremo da qualche editore che ci chiederà 2000 euro per pubblicarlo e <strong>venderlo</strong>, finalmente, nella sua splendida libreria.</p>
<p>P.s.<br />
Comprai anni fa, credo fosse proprio la Sua libreria, la partitura del <em>Köln Concert </em>di Keith Jarrett&#8230; incredibile, no?</p>
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		<title>Il canto delle sirene</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Apr 2010 22:33:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Bollo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ritorno a parlare di De Musica: annuario in divenire a cura del Seminario Permanente di Filosofia della Musica, coordinato da Carlo Serra. Perchè il sito ha una nuova veste grafica, sicuramente più usabile rispetto alla precedente e per segnalare uno scritto che ho letto nei miei ormai mitici 45 minuti di autobus. Si tratta de L&#8217;ascolto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_780" class="wp-caption alignleft" style="width: 120px"><a href="http://www.ascoltomusica.it/wp-content/uploads/2010/04/cover.jpg"><img class="size-medium wp-image-780   " title="cover" src="http://www.ascoltomusica.it/wp-content/uploads/2010/04/cover-215x300.jpg" alt="" width="110" height="154" /></a><p class="wp-caption-text">La copertina del libro &quot;proibito&quot; (per le mie tasche).</p></div>
<p><a href="http://www.ascoltomusica.it/2009/06/10/de-musica-una-segnalazione-per-palati-fini/">Ritorno a parlare</a> di <em>De Musica</em>: annuario in divenire a cura del <a href="http://users.unimi.it/~gpiana/fmitalia.htm" target="_blank">Seminario Permanente di Filosofia della Musica</a>, coordinato da Carlo Serra.</p>
<p>Perchè il sito ha una nuova veste grafica, sicuramente più usabile rispetto alla precedente e per segnalare uno scritto che ho letto nei miei ormai mitici 45 minuti di autobus. Si tratta de <em><a href="http://users.unimi.it/~gpiana/XIV/lanza.htm">L&#8217;ascolto della musica: un approccio fenomenologico a contesti particolari</a>, </em>disponibile anche in <a href="http://users.unimi.it/~gpiana/dm14/Ascoltodellamusica%201.pdf" target="_blank">formato .pdf</a>, di Sergio Lanza.</p>
<p>Questo sito è anche pretesto per parlare di un libro che ho scorto sugli scaffali della mia libreria cittadina: si tratta de <em>Il canto delle sirene, </em>di Eugenio Trias. Il libro è di 863 pagine, purtroppo costa ben<strong> 34,00 euro. </strong>E le mie tasche sono state svuotate da <em>Il resto è rumore </em>di Alex Ross.  Conto di racimolare euro, però. Devo comprarlo.</p>
<p>Segnalo però<strong> </strong>i seguenti testi estratti dal libro, liberamente scaricabili:</p>
<ul>
<li>Il <a href="http://www.lettere.unimi.it/Spazio_Filosofico/dodeca/trias/copertina.htm">prologo</a> del libro</li>
<li>Xenakis, <em>Architettura Sinfonica</em> ( <a href="http://users.unimi.it/~gpiana/XIV/xenakis1.htm" target="_blank">pagina web</a> &#8211; <a href="http://users.unimi.it/~gpiana/dm14/Trias_il_canto_delle_sirene_Cap_XXIII_Xenakis.pdf" target="_blank">pdf</a> )</li>
<li>Carlo Serra, <em>Il pensiero della musica come pensiero dell&#8217;origine </em>( <a href="http://users.unimi.it/~gpiana/XIV/serra.htm" target="_blank">pagina web</a> &#8211; <a href="http://users.unimi.it/~gpiana/dm14/Canto%20delle%20Sirene%20come%20traccia%20del%20mondo.pdf">pdf </a>)</li>
<li>Il sito &#8220;<a href="http://users.unimi.it/~gpiana/demus.htm" target="_blank">DE MUSICA</a>&#8220;</li>
</ul>
<p>Beh, buona lettura &#8220;musicale&#8221;!</p>
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		<title>Le 8 chiavi del musicista di successo</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 13:50:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Bollo</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[music web marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho letto con grande piacere questo e-book. L&#8217;ha scritto Andrea Diletti. Un testo pratico, pochissimi i fronzoli. E dettagliato nelle risorse web da consultare. Occorre iscriversi per scaricarlo gratuitamente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.musicmarketingonline.it/"><img class="alignleft size-medium wp-image-664" title="Ebook" src="http://www.ascoltomusica.it/wp-content/uploads/2010/01/Ebook-227x300.png" alt="" width="227" height="300" /></a>Ho letto con grande piacere questo e-book. L&#8217;ha scritto Andrea Diletti.<br />
Un testo pratico, pochissimi i fronzoli. E dettagliato nelle risorse web da consultare.<br />
Occorre <a href="http://www.musicmarketingonline.it/">iscriversi per scaricarlo gratuitamente</a>.</p>
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		<title>Il resto è rumore</title>
		<link>http://www.ascoltomusica.it/2010/01/14/il-resto-e-rumore/</link>
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		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 11:24:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Bollo</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[alex ross]]></category>
		<category><![CDATA[il resto è rumore]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando sto per acquistare un libro, caccio e scaccio su internet recensioni, pensieri, micro-interventi sui forum del medesimo. E&#8217; un leggero schiaffo masochistico, quello di leggere chi lo sta leggendo o chi lo ha letto. Questa attività pre-acquisto è frenetica soprattutto quando sono indeciso sull&#8217;acquisto: non mi convince l&#8217;autore, oppure il prezzo è troppo alto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_638" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><img class="size-full wp-image-638 " title="6a00d83452001e69e20120a5ecbcf3970b-200wi" src="http://www.ascoltomusica.it/wp-content/uploads/2010/01/6a00d83452001e69e20120a5ecbcf3970b-200wi.jpg" alt="" width="200" height="280" /><p class="wp-caption-text">800 pagine circa di goduria musicale, questa volta da leggere, non da ascoltare</p></div>
<p>Quando sto per acquistare un libro, caccio e scaccio su internet recensioni, pensieri, micro-interventi sui forum del medesimo. E&#8217; un leggero schiaffo masochistico, quello di leggere chi lo sta leggendo o chi lo ha letto.</p>
<p>Questa attività pre-acquisto è frenetica soprattutto quando sono indeciso sull&#8217;acquisto: non mi convince l&#8217;autore, oppure il prezzo è troppo alto, oppure la trama non mi attira.</p>
<p>E&#8217; il caso de &#8220;Il resto è rumore&#8221; di Alex Ross e <a href="http://blog.gigitaly.it/2009/10/il-resto-%C3%A8-rumore.html" target="_blank">questo post</a> descrive più del mio (di post) lo stato d&#8217;animo del lettore compulsivo.</p>
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		</item>
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		<title>L&#039;antico Egitto e la musica. Scoperte, deduzioni, intuizioni.</title>
		<link>http://www.ascoltomusica.it/2009/06/17/lantico-egitto-e-la-musica-scoperte-deduzioni-intuizioni/</link>
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		<pubDate>Wed, 17 Jun 2009 18:53:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Bollo</dc:creator>
				<category><![CDATA[educazione musicale]]></category>
		<category><![CDATA[etnomusicologia]]></category>
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		<category><![CDATA[chironomo]]></category>
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		<description><![CDATA[Mi piace parlare con gli autori dei libri che ho amato. Approfondisco con il dott. Maurizio Agrò, autore di questo libro scritto bene, di agile lettura. Quanto c&#8217;è ancora da scoprire della musica nell&#8217;Antico Egitto? Oppure gli elementi essenziali sono già circoscritti? La musica dell’Antico Egitto è ancora tutta da scoprire. Sicuramente i primi passi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color:#993300;"> </span></p>
<div id="attachment_398" class="wp-caption alignleft" style="width: 220px"><a href="http://www.ibs.it/code/9788873252696/agr-ograve-maurizio/antico-egitto-e-la.html"><img class="size-medium wp-image-398" title="egitto" src="http://ascoltomusica.files.wordpress.com/2009/06/egitto.jpg?w=210" alt="La copertina del libro L'antico Egitto e la musica" width="210" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">La copertina del libro L&#39;antico Egitto e la musica</p></div>
<p><span style="color:#000000;">Mi piace parlare con gli autori dei libri che ho amato. Approfondisco con il dott. <strong>Maurizio Agrò</strong>, autore di questo libro scritto bene, di agile lettura.<br />
</span></p>
<p><span style="color:#993300;">Quanto c&#8217;è ancora da scoprire della musica nell&#8217;Antico Egitto? Oppure gli elementi essenziali sono già circoscritti?</span></p>
<p>La musica dell’Antico Egitto è ancora tutta da scoprire. Sicuramente i primi passi sono già stati mossi grazie alle intuizioni di <strong>Sachs</strong> e <strong>Hickmann</strong>. Parlare di “elementi essenziali” non è possibile poiché gli studi hanno evidenziato solamente alcune “curiosità” come per esempio la posizione delle mani sugli strumenti. Infatti in ogni raffigurazione le mani non hanno un ruolo standard, non vengono rappresentate sempre nello stesso modo, anzi, vi è una<strong> grande varietà di atteggiamenti</strong>.</p>
<p>Questo è il primo sintomo di una raffigurazione “dell’attimo”, ma non è un elemento che può fornire dati musicali certi. Sicuramente però è un buon punto di partenza per analisi più dettagliate. Se invece si vuole mettere in luce la possibilità di “<strong>un’archeologia musicale</strong>” come disciplina autonoma, con un proprio carattere distintivo, allora si può dire che la strada è stata tracciata e bisognerebbe imparare a seguirne il percorso anche se<strong> non abbiamo ancora una Stele di Rosetta</strong> per decifrare la musica.</p>
<p><span style="color:#993300;">Pare sia ancora argomento vivo tra gli studiosi la presenza dell&#8217;armonia nella musica egizia. Da musicista mi pare quasi impossibile il contrario: uno strumento come l&#8217;arpa non può non essere un veicolo di sperimentazione polifonica. Perchè c&#8217;è ancora incertezza?</span></p>
<p>Lei dice bene. In effetti è impensabile la costruzione di strumenti policorde ma monofonici. È un paradosso ovvio. Gli strumenti policorde sono polifonici per antonomasia. Inoltre, come ha ben detto, non si può pensare che un musicista dell’antico Egitto, davanti a un’arpa, non abbia mai provato a suonare più corde contemporaneamente. Anche questo è un paradosso. Ma limitarsi a ciò sarebbe veramente riduttivo. L’esistenza di raffigurazioni di ensamble musicali costituiti da <strong>Liuti</strong>, <strong>Arpe</strong>, <strong>lire</strong>, <strong>tamburi</strong>, <strong>flauti </strong>e <strong>oboi </strong>è la <strong>prova di una conoscenza musicale polifonica</strong>.</p>
<p>Se si parla invece di armonia nel senso tonale, facendo riferimento al nostro sistema musicale, allora le cose cambiano. È ovvio che <strong>non poteva esistere un’armonia basata sulla radice dodicesima di due</strong>, ovvero sulla divisione dell’Ottava in 12 semitoni perfetti, ma sicuramente <strong>esisteva una forma di armonia basata su scale e intonazioni simili a quelle dei paesi arabi di epoca moderna</strong>. Il vero dramma non è se l’armonia in Egitto fosse esistita o meno, ma il fatto che i musicologi rifiutano la possibilità di una conoscenza armonica avanzata. Infatti ancora oggi esiste una certa resistenza a pensare che popoli così antichi possedessero conoscenze acquisite solamente nel Rinascimento, ma ciò è vero per la musica come lo è per tutta l’archeologia.</p>
<p>La musicologia tende a separare i periodi storici e affidare a ciascuno un ruolo. Il 1600 è l’epoca della nascita del Temperamento Equabile e dunque non è possibile che prima di quella data esistesse una “concezione di armonia”. Il problema è quello di vincere vecchi preconcetti. Un esempio che credo interessante deriva dalla nostra concezione della musica. Nel XXI secolo tendiamo ancora a dividere la musica in due grandi tronconi: Musica Leggera e Musica Classica.</p>
<p>Per Classica ci soffermiamo solamente a Mozart, Beethoven e Verdi, per Leggera intendiamo tutto ciò che non è Colto e, con questa affermazione, dunque si intende “scadente”, “da scartare”. Per fortuna sappiamo che così non è! La stessa cosa succede per la musica, o le musiche, dei popoli antichi. Tutto ciò che risale a prima della Grecia Classica è considerato “primitivo” dunque “banale” dunque “scadente”. È difficile accettare che uomini vissuti 5.000 anni prima di noi siano giunti a conclusioni e soluzioni come le nostre e con mezzi decisamente rudimentali. Se penso alle arpe moderne non posso non paragonarle a quelle Egizie, in fondo cosa è cambiato?</p>
<p>Se potessimo avere un’arpa dell’Antico Egitto potremmo addirittura accordala per quinte usando il sistema temperato poiché le corde sottostanno solo alle leggi della fisica e dunque le frequenze di accordatura variano in base al nostro modo di “ascoltare”. In aggiunta bisogna considerare anche la nostra “cultura all’ascolto” che ci induce a considerare “fastidiosa” la musica non tonale, così il <strong>Gamelan o la musica Araba </strong>ci sembrano “<strong>monotone</strong>” e prive di senso.</p>
<p>Inoltre se si dicesse apertamente che gli Egizi conoscevano l’armonia bisognerebbe riscrivere i libri di musica, pensi a <strong>Zarlino </strong>declassato al secondo posto nella scoperta della scienza armonica o al <strong>Clavicembalo Ben Temperato</strong> come un semplice libro di esercizi, sicuramente si creerebbe uno scompiglio nel mondo musicale accademico, dove le conoscenze acquisite non possono essere messe in discussione. Allora, come succede nell’archeologia moderna, è meglio insabbiare, e ciò può voler dire evitare uno studio più apporofondito.</p>
<p><span style="color:#993300;">Perchè è molto importante la mastaba di Ptah-hotep a Saqqara?</span></p>
<p>La <strong>mastaba </strong>raffigura un <strong>arpista che effettua due movimenti differenti</strong> con le due mani. Una delle mani ha il pollice e l’indice che sembrano toccarsi, quasi a realizzare un pizzicato sull’arpa e l’altra mano tiene le dita tese. Questo è proprio un bellissimo esempio delle intuizioni di Sachs ovvero che la posizione delle mani è segno della volontà di realizzare un particolare tipo di armonizzazione. Anche il chironomo effettua dei movimenti con le dita e guardando bene non si trova neanche frontale all’arpista a differenza di molte altre raffigurazioni dove i chironomisti guardano i loro musicisti. Dunque si tratta solo di un chironomo o è anche un cantante? Ecco, questo è un esempio di cosa vuol dire approfondire lo studio della musica nell’Antico Egitto. Quando tutto sembra uguale o piuttosto simile spuntano fuori piccolo particolari che raggruppati danno vita a nuovi dubbi.</p>
<p><strong>Maurizio Agrò<br />
<span style="font-weight:normal;font-size:11px;">Musicista e compositore ed è attualmente docente presso l’Università de L’Aquila. Ha ottenuto una menzione speciale dall’Accademia dei Lincei per la Musicologia. Autore di saggi sulla musica contemporanea è collaboratore delle più importanti istituzioni musicali italiane oltre ad aver realizzato numerosi programmi per Rai Educational.</span></strong></p>
<p>Per questa intervista ringrazio la casa editrice Anankè.</p>
<ul>
<li><a href="http://www.ananke-edizioni.com/" target="_blank">Il sito della casa editrice</a></li>
<li><a href="http://www.ibs.it/code/9788873252696/agr-ograve-maurizio/antico-egitto-e-la.html" target="_blank">Dove acquistare il libro</a></li>
</ul>
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		<title>Letture musicali: Studi di antropologia musicale. Leggere fa sempre bene.</title>
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		<pubDate>Thu, 14 May 2009 20:16:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Bollo</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[antropologia musicale]]></category>
		<category><![CDATA[etnomusicologia]]></category>
		<category><![CDATA[tullia magrini]]></category>

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		<description><![CDATA[La casa editrice CLUEB ha da poco pubblicato un interessante volume intitolato Antropologia della musica nelle culture mediterranee. Interpretazione, performance, identità. Ho usato l&#8217;aggettivo interessante non a caso: il testo raccoglie una serie di saggi in lingua italiana ed inglese di etnomusicologia. Sono felice di parlare di questo testo anche perchè è dedicato a Tullia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_265" class="wp-caption alignleft" style="width: 221px"><a href="http://www.ibs.it/code/9788849131666//antropologia-della-musica.html"><img class="size-medium wp-image-265" title="Antropologia_della_musica_nelle_culture_mediterranee" src="http://ascoltomusica.files.wordpress.com/2009/05/antropologia_della_musica_nelle_culture_mediterranee.jpg?w=211" alt="La copertina del libro" width="211" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">La copertina del libro</p></div>
<p>La casa editrice <a href="http://www.clueb.eu/" target="_blank">CLUEB </a>ha da poco pubblicato un interessante volume intitolato <strong>Antropologia della musica nelle culture mediterranee. Interpretazione, performance, identità. </strong>Ho usato l&#8217;aggettivo <em>interessante</em> non a caso<strong>: </strong>il testo raccoglie una serie di saggi in lingua italiana ed inglese di etnomusicologia.</p>
<p>Sono felice di parlare di questo testo anche perchè è dedicato a Tullia Magrini (scomparsa nel 2005) che ha scritto un testo che ho amato come musicista e come avido lettore: <strong>Universi sonori, </strong>introduzione all&#8217;etnomusicologia (di cui parlerò più in là).</p>
<p>Ma torniamo al libro della CLUEB. Ecco gli argomenti trattati:</p>
<ul>
<li>I. I luoghi della musica / Music and Place</li>
<li>Musica, musicisti e identità / Music, Musicians, and Identity</li>
<li>Polifonia e fasce di suono / Polyphony and Sonic Layer</li>
<li>Popular Music / Musica populi</li>
</ul>
<p>Il volume è in bilingue, o meglio, alcuni saggi sono in italiano altri in inglese.</p>
<p>Tra questi<em>, </em>mi hanno intrigato <em>Rhythmic Layers in Turkish Instrumental Improvisation,</em> <em>Identità. Un concetto discutibile, utile, applicabile?<br />
</em>E&#8217; un volume<em> </em>sulla musica, per la musica e che offre grandi spunti riflessivi sulle radici che il nostro Mediteranneo spero non trascurerà mai. E non è una considerazione pleonastica soprattutto se pensiamo all&#8217;inarrestabile contaminazione di culture  musicali che rischia di offuscare le origini delle culture stesse nella ansiosa produzione di calderoni musicali.</p>
<p>Mi spiego. Grazie al campionamento oggi è piuttosto semplice riprodurre un <em>duduk, </em>ma quanti musicisti conoscono le origini di questo strumento? Nell esempio, la facilità di accesso allo strumento riduce al minimo la consapevolezza dello stesso. Tornerò sull&#8217;argomento, comunque.</p>
<p><em></em><strong><a href="http://www.ibs.it/code/9788849131666//antropologia-della-musica.html" target="_self">Il libro è acquistabile online</a></strong><em></em></p>
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