Ho da poco scoperto OpenCulture.com, un sito web che raccoglie le risorse web gratuite. Credo sia piuttosto ragionata la catalogazione. Mi sono naturalmente fiondato nella categoria Musica.
Qui un primo elenco:
Podcast, diviso in Classical, Rock, Jazz, ecc. E’ presente anche una serie di link di blog che trattano musica e permettono il download.
Imparare uno strumento musicale migliora la capacità di leggere nei bambini e l’attenzione in classi chiassose.
I neuroscienziati hanno scoperto che i musicisti beneficiano di una maggiore attività cerebrale che permette loro di processare informazioni attraverso gli occhi e le orecchie meglio dei non-musicisti.
Chissà se il Ministro dell’Istruzione attuale ha letto questo rapporto della dott.ssa Nina Kraus. Sul Telegraph, l’intero articolo.
Si radicano sul web diverse opinioni sulla postura del pianoforte. Ci sono, ovvio, regole generali che sono più che sensate per evitare problemi alla schiena, ma anche maledette tendiniti.
Nella prefazione del metodo per pianoforte (a proposito: stiamo lavorando al 2° volume) precisiamo che niente sostituirà un valido insegnante. Non siamo contro i video, ma alla fine l’allievo vuole suonare e quando suona non guarda se stesso. Subentrano diverse variabili, una delle quali è l’attenzione completamente assorbita dal brano che sta eseguendo (almeno per chi è alle prime armi).
Tuttavia i video che seguono mostrano diverse posture di grandi pianisti o tastieristi che confutano qualsiasi buona fonte teorica in merito alla postura. Morale? Osservarsi, controllare lo stato di stanchezza al termine dell’esecuzione: percepire se l’arto fa male o la schiena accusa stanchezza. E naturalmente chiedere consiglio all’insegnante.
“I Cinesi costruiscono nuove sale da concerto e scommettono culturalmente su quello che noi italiani invece stiamo esaurendo. In Italia abbiamo perso la capacità di sentire il ‘bello’, quel ‘bello’ che per secoli abbiamo dato al mondo e che adesso non sentiamo più”.
Dal sito della Treccani mi aspetto contenuti profondi, tuttavia proprio questo video sul progresso tecnologico che ha investito il mondo della musica è piuttosto didattico ed elementare.
Lo segnalo perchè è un pretesto per segnalare il sito della treccani: ne vale la pena.
Musica e tecnologia
5/01/2010 - Il progresso tecnologico ha investito fortemente il mondo della musica. Ce ne rendiamo conto tutti, ma non sempre ci è chiaro perché e in quale misura. Andrea Toschi, musicista e matematico, ci aiuta a capirne di più. Esaminiamo la questione…
… dalla parte del fruitore della musica. Le recenti riproduzioni in digitale di interi corpus musicali – da ultimo quello della produzione dei Beatles, ma altri esempi di musica classica si sono …
Un buon tomo dell’enciclopedia della musica (Rizzoli) è quello che ci vuole quando sulle reti rai impera l’oroscopo (ma si può?). Sì, so che parlare di enciclopedia non è di moda, ma è sempre un piacere, soprattutto per le fotografie.
Ho letto di Respighi e, ad un certo punto, c’era scritto che questo compositore non aveva ben compreso gli stravolgimenti formali che si affacciavano nel mondo musicale alle soglie del XX secolo. Ho riflettuto, ancora una volta, sulla difficoltà di divulgazione della musica sul finire dell’Ottocento (ma anche per gran parte del Novecento).
Tuttavia stiamo parlando di Respighi, che fu comunque un grandissimo compositore. E oggi? con la diffusione “auricolare” della musica? Cosa partoriamo? Bocelli al primo posto della classifica italiana, con l’album My Christmas.
Proprio non lo reggo, soprattutto se penso alla sterminata frotta di compositori semi-sconosciuti che affonda nei contenitori musicali di Amiestreet.com, di Jamendo.com e simili.
E non mi si venga a dire che all’estero le cose cambiano, io penso al genio italiano. Per oggi.
Prendete una birra, stappatela e godetevi cinque minuti de Le Fontane di Roma, di Respighi naturalmente.
Uno studio sulla percezione della musica ha dimostrato che ascoltare una musica allegra o triste influenza gli altri sensi.
Nello specifico, ad un gruppo di persone è stata mostrata una fotografia di un viso allegro subito dopo aver ascoltato un brano allegro. Gli studi hanno dimostrato che il giudizio viso ritratto nella foto era enfatizzato a seguito dell’ascolto della musica.
Cioè, queste persone sottoposte all’esperimento dichiaravano che le persone ritratte nella foto erano più allegre del solito (la scala era da 1 a 7, 7=allegria massima).
Anche se può sembrare una notizia di poco conto, in realtà è la prima volta che si studia un condizionamento quasi simultaneo delle percezioni sensoriali.
Ad eccezione di alcuni casi, nessuno osa mettere in discussione l’ultimo lavoro di Battiato Inneres Auge. Tutte le recensioni da me lette evidenziano la profondità dei testi. Domenticando, però, che la musica è anche timbro, melodia ed armonia.
E l’album di Battiato difetta proprio di questo:
Timbro: la qualità dei suoni è vicina alle tastiere midi anni ‘90. Da non credere;
Melodia: variazioni melodiche minime;
Armonia: quasi sempre banale, a tratti qualche elemento armonico interessante;
Arrangiamenti: originalità zero. Se consideriamo la qualità timbrica degli stessi, sono davvero improponibili per il grande pubblico.
L’album sarà pure denso di significato linguistico, ma la musica espressa è deludente.
L’operazione commerciale di Maurizio Mastrini, il pianista che suona i brani celebri al contrario è esemplare.
Ma l’atto in sè è inutile e di una banalità disarmante.
Inutile perchè un brano musicale segue una struttura pensata dall’autore. Suonarla al contrario è un perfetto esercizio di stile fine a se stesso. Banale perchè il prodotto finale (il brano suonato al contrario ) non presenta nulla di creativo, anzi.