A difesa delle Trombe d'Eustachio
In: album
12 Feb 2010Ebbene, se scrivo su google “recensione album peter gabriel” compare questo articolo presente sul sito SentireAscoltare scritto da Teresa Greco.
Lei scrive:
Artisti così diversi sono resi alla sua maniera, senza snaturarli ma piuttosto rivisitando ogni canzone
Se c’è un lavoro che snatura è proprio Scratch my back. Il lavoro di Gabriel gode di un’orchestrazione eccellente che stravolge tutto dei brani: concept, arrangiamenti, timbriche, mood. Tutto. La cover è finalmente uno spartito con melodia e accordi. L’arrangiatore l’ha preso e riscritto.
Questa è interpretazione, lontana da qualsiasi speculazione filologica. Teresa Greco, invece, scrive (oh, candore!) che gli artisti non sono snaturati: incredibile.
Poi ancora:
[...]non stravolgendoli ma costruendo gli arrangiamenti attorno alla sua voce sempre efficace.
E dove li costruiamo gli arrangiamenti? Attorno al microfono?
Ma che cavolo di recensione è? Preferisco quella più schietta di Giulio Mozzato: non condivisibile, ma schietta.
La lettura critica del disco di Gabriel, a mio avviso, è racchiusa in questo imperativo: compratelo! Da ascoltare un brano a settimana:-)
E’ musica.
Se salti a pie' pari il giro armonico di Do maggiore, se credi che i generi musicali siano frutto di una speculazione culturale, se pensi che nella tua breve/lunga vita debba ascoltare un po' di tutto, se desideri imparare a suonare il pianoforte questo è il blog giusto.
1 Response to Scratch my Back di Peter Gabriel
Cover band: un esercizio di stile inutile - AscoltoMusica
July 3rd, 2010 at 11:06 pm
[...] ultimo Symphonicities, si cimenta nella nuova interpretazione dei suoi brani più conosciuti; Il già citato Peter Gabriel (Scratch my back) che ha egregiamente snaturato evergreen della musica [...]