Il Pro che spaventa

In: educazione musicale

28 May 2009

logo-itAnche Jamendo, uno dei più grandi calderoni di musica licenziata con Creative Commons, ha il suo store musicale: è jamendo pro, che si affianca al progetto classico di ascolto e download gratuito di musica.

Jamendo pro raccoglie – come recita il payoff – musica di qualità per i tuoi progetti.

Al di là delle motivazioni economiche di questa operazione, è palese che Jamendo pro ospiterà musica filtrata, la cui qualità sarà più elevata.

Mi sembra giusto: se pago, esigo buona musica. Il paradigma, anche per le licenze Creative Commons (CC), resta lo stesso: solo la musica che ha un valore economico è spesso privilegiata, o meglio, gode di canali privilegiati.

Le CC sono – non solo per Jamendo – specchietto per le allodole: la campagna anti – SIAE e consimili se da un lato appare come una romantica lotta contro i monopolismi, dall’altra è un lento e costante rosicchiare fette di “mercato musicale” a questi Leviatani preistorici.

Perchè il punto non è – a mio avviso – pagare/non pagare la musica, ma ascoltare/non ascoltare musica di qualità. Sì, perchè per gli ignari musicofili c’è Jamendo, il progetto classico, che ospita molta spazzatura uditiva e cercare buona musica è come cercare il celebre ago nel pagliaio; poi c’è Jamendo pro: più chic, più cool, più… a pagamento. Certo, in questo caso, lo staff seleziona, elimina, sfoltisce nel sano spirito imprenditoriale. Alla faccia delle romanticherie del CC.

La chiusura di molte netlabel e questo cambio di rotta ( o spin-off) di grandi portali verticali sulle licenze CC inducono a riflettere su quanto sia sempre più difficile emergere come autore musicale ed cercare buona musica come ascoltatore. Se non ci sono filtri a monte (ahimè, saranno pure anti-democratici, anti-internet…insomma, anti), a valle arriva una valanga “sonora” indistinta. E ad essere travolto è sempre il solito ascoltatore, che si svincola dalle logiche di mercato, che non segue le classifiche dei dischi più venduti e che crede nel valore delle tecnologie, ma si trova in mezzo ad una grande foresta musicale, senza bussola.

P.s. Mi accorgo che il tema è stato anche trattato su un altro blog che linko volentieri

5 Responses to Il Pro che spaventa

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riccardo

May 28th, 2009 at 5:06 pm

Pare che Jamendo pro sia una c***** pazzaesca: http://www.larivoluzione.it/

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Franco Bollo

May 28th, 2009 at 6:38 pm

Leggerò i tuoi post e se effettivamente è riscontrabile quanto scrivi, ammazza.

p.s. Ho aggiornato il post con il link al tuo, e ti ho inserito nel trackback ;)

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eldino

May 28th, 2009 at 6:52 pm

ottima analisi Franco, anche se pessimistica a giudicare da cosa succede nel mondo del software libero, dove la nascita di distro a pagamento (red hat) non ha di certo frenato il diffondersi di distro gratuite, più o meno valide.

per cui, possiamo fieramente prevedere che jamendo pro non frenerà l’espansione della multimedialità gratuita e legale, ma semplicemente andrà a coprire i costi che attualmente jamendo sostiene, specialmente in ambito server (banda, spazio) da quando ha introdotto i download diretti.

altro fattore positivo di jamendo pro è che darà visibilità “professionale” alla musica libera, darà una sorta di serietà che in alcuni ambiti è richiesta per poter adottare una novità, e questo è un bene.

infine, è inutile sorprendersi, era chiaro fin dai suoi primi vagiti che l’obiettivo finale di jamendo era affiancare un’offerta profit non appena l’offerta gratuita avesse attratto un numero cospicuo di visitatori.

per noi ascoltatori e fanatici non cambia molto, dovremo sempre continuare a spalare gigabyte di merda per trovare l’album-perla, ma probabilmene fra qualche tempo vedremo i nostri artisti CC suonare più spesso in giro.. ;)

saluti,
eldino

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Franco Bollo

May 29th, 2009 at 10:10 pm

Ti ringrazio per aver apprezzato l’analisi e spero che tu abbia ragione e che il mio pessimismo venga spazzato via. :)

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Il fallimento di Jamendo? at AscoltoMusica

January 15th, 2010 at 2:23 pm

[...] che jamendo si trovi in brutte acque. Il mio pensiero su jamendo l’ho già espresso in questo post e in quest’altro, ergo mi [...]

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